L’emergenza Covid-19 ha avuto e sta avendo un impatto fortissimo sui nostri bambini. Da un lato l’impossibilità di frequentare la scuola ha frenato fortemente l’apprendimento, dall’altro il non frequentare gli amici ha limitato la socialità, fondamentale per uno sviluppo completo del giovane. La nostra comunità rappresentata e gestita dal Comune di Nago-Torbole, ha il dovere di sostenere al meglio lo sviluppo scolastico e sociale dei nostri bimbi.

L’anno scolastico è ora al suo termine e vi è necessità e tempo di programmare i prossimi passi per organizzare la pausa estiva. Questo anche per dare un momento di respiro alle famiglie che di fatto si sono sostituite ad asili e scuole in questi mesi.

Pausa estiva, cosa possiamo fare?

I nostri bimbi vengono da un lungo momento di limitata socialità. Tutti i giovani trovano nelle amicizie un concreto momento di crescita e gioia che non possiamo permettere subisca ulteriori limitazioni. 

Il comune di nago Torbole può farsi promotore di iniziative estive che possano permettere ai bimbi di iniziare ad incontrarsi. Per la fascia in età 3-6 anni è necessario individuare delle strutture attrezzate per la gestione estiva. In questo il comune ha la possibilità di attivare un asilo estivo gratuito sul polo di Nago oppure di Torbole. Sul polo Nago è già in funzione un servizio simile, ma purtroppo non tutti i bimbi trovano posto causa contingentamento. Le famiglie hanno grande necessità di riuscire a gestire i figli anche piccoli, nei mesi estivi, quando spesso i genitori continuano a lavorare, nonostante i servizi all’istruzione siano chiusi. In questo contesto si aggiunge le difficoltà economiche che il lockdown a portato alle famiglie. Il comune non deve organizzare direttamente il servizio, ma potrebbe trovare risorse economiche per finanziare completamente le iniziative, e demandando la gestione ad istituzioni dedicate.

Per fare ciò sarebbe necessario avviare un tavolo di confronto con queste istituzioni che sono già operanti sul territorio, dove alcune organizzando servizi similari e potrebbero essere interessate ad organizzare il servizio a fronte di spese completamente coperte dal comune, come ad esempio la Fondazione Famiglia Materna, oppure gli stessi asili di Nago e di Torbole, la Scuola nel Bosco di Canale di Tenno, magari con delle attività all’aria aperta presso il Parco le Busatte. 

Veduta dall’altro del parco in localicta Busatte

Le possibilità ci sono se vengono cercate, chiaramente se il comune non si rende disponibile ne al dialogo e ne trovare le risorse necessarie, non si realizzerà nulla soprattutto in tempi così stretti.

Per capire meglio quali possono essere le opzioni basterebbe guardare a chi sta portando avanti iniziative virtuose nello stesso ambito rispettose del distanziamento sociale. Vi sono comuni che che con molte meno risorse del comune di Nago-Torbole, portano avanti sperimentazioni in questo ambito che sono di grande interesse, vedi il comune di Biccari e il suo Asilo nel bosco. Anche il solo copiare da quest’ultimi sarebbe un grande inizio.