Il Monte Baldo – el mont – fino agli anni ’60 del secolo scorso è stato la risorsa indispensabile per l’economia rurale di Nago. Le attività primarie legate al mont erano il taglio della legna e la fienagione. A fine maggio c’era la “transumanza”: Nago si svuotava e, vacche, capre, galline, e la gran parte dei naghesi si trasferiva ai Prai de Nac. La comunità rientrava in paese a fine settembre. La baita – el bait – costituiva l’abitazione per oltre tre mesi. Dall’inizio degli anni ’70, da rurale la società si è trasformata e le baite hanno cambiato destinazione d’uso: da ricovero “di necessità” si sono trasformate negli anni in abitazioni temporanee: ristrutturate, abbellite, rese confortevoli per trascorrere periodi di riposo e godere dello stupendo ambiente circostante. Queste baite sono un patrimonio e denotano l’amore dei naghesi per il proprio monte. Nel frattempo il “mondo” è cambiato: è subentrata una nuova sensibilità per l’ambiente e le leggi si sono evolute. Recentemente è intervenuta la Forestale per controllare gli scarichi ed ha comminato sanzioni. E’ indubbio che le normative vanno applicate per adeguarsi alle leggi.
Progetto Comune ritiene che si debba procedere al censimento, registrarle al catasto e sistemare gli scarichi. Queste operazioni vanno eseguite di concerto con la PAT, la Procura e gli altri Enti preposti, il tutto coordinato dalla regia del Comune. Le baite – le ca’ da mont – saranno finalmente in regola e diventeranno abitazioni ad uso temporaneo inserite nel regolamento edilizio.