Nella seduta di ieri i consiglieri di Progetto comune hanno abbandonato l’aula per protesta al metodo adottato dalla maggiornaza per l’approvazione alla variante 13 del PRG. Le motivazioni sono state ben spiegate in un comunicato letto dal capogruppo di progetto Comune durante la seduta.

Riportiamo la versione integrale del comunicato letto durante la seduta.


Egregio Sig. Sindaco e signori Consiglieri,

L’adozione di una variante al PRG Comunale, nello specifico la variante 13, rappresenta un passo molto importante per ogni comunità ed ancor più alla luce delle mutate condizioni socioeconomiche che la pandemia Covid19 ha portato.

Oggi, in questo mutato e nuovo contesto sociale ed economico, la Variante Generale al PRG non può non affrontare le tematiche importanti riferibili allo sviluppo economico, sociale, ambientale, che non sono disgiunte dalla programmazione e dallo strumento urbanistico oggi in discussione consiliare.

Questo tipo di analisi, attenta e puntuale, è doverosa per ogni consigliere che intenda espletare al meglio il mandato conferitogli dalla popolazione. Ma le modalità proposte da questa amministrazione comunale, che ci chiede di discutere ed adottare un documento così importante in soli 5 giorni, ci impediscono di poter fare un’analisi attenta e puntuale.

E’ doveroso da parte nostra informare la cittadinanza che tutta la documentazione riguardante la revisione delle varianti al PRG è stata consegnata ai consiglieri comunali nella giornata di mercoledì 10 marzo alle ore 19:55, ovvero solamente 5 giorni prima la votazione stessa. Se da un lato risultano formalmente e strettamente rispettati i tempi di deposito dei documenti previsti dal regolamento, dall’altro non si può che rimanere spiazzati difronte ad un atteggiamento ostruzionistico della maggioranza. Come si può infatti anche solamente immaginare che, in soli 5 giorni, sia materialmente possibile completare alcun’analisi dettagliata, come il caso richiederebbe, vista l’ingente mole di documentazione e l’importanza dei temi trattati? Per onore di cronaca ricordiamo che la documentazione consegnataci il 10 marzo è composta da oltre 300 pagine e 19 tavole cartografiche, infatti la Conferenza di pianificazione provinciale della PAT ha impiegato 8 mesi per esprimere un parere sulla variante.

Per questo riteniamo che le modalità di consegna adottate dall’Amministrazione nel rendere disponibile all’ultimo la documentazione sulla variante al PRG, evidenzino l’intento di annullare qualsiasi possibilità di dialogo e collaborazione con il gruppo di minoranza, negandogli non solo la possibilità di fornire suggerimenti, ma anche il diritto di supervisione sull’atto in corso, compito proprio delle minoranze politiche.

In questo contesto sottolineiamo che, al fine di poter essere propositivi nei percorsi decisionali relativi ai temi trattati in questa Variante Generale al PRG, Progetto Comune aveva chiesto, ad inizio consiliatura, l’istituzione di una Commissione Urbanistica che avrebbe potuto permettere un percorso partecipato, democratico e trasparente nella predisposizione di questo fondamentale strumento di pianificazione. Tale proposta ahinoi, come è noto, è stata ritenuta dalla maggioranza superflua ed inutile e quindi bocciata.

Ricordiamo inoltre che era noto a tutti che alla metà di marzo sarebbero scaduti i tempi utili per l’adozione definitiva della variante 13, come previsto dalle comunicazioni PAT dal 16 luglio 2020, che avevano rimandato all’Amministrazione la prima adozione corredata da ben 23 pagine di prescrizioni.  Una sostanziale “bocciatura” di un progetto che la Provincia ha deciso di instradare in maniera diversa rispetto ai percorsi amministrativi canonici. La giunta avrebbe quindi certamente avuto tempo ed il modo di preparare la documentazione necessaria con ben più largo anticipo, dando a tutti i consiglieri modo di analizzare attentamente la documentazione.

Tutto ciò premesso i consiglieri di Progetto Comune, nell’ottica di esercitare il proprio mandato con responsabilità e competenza, ritengono di non poter condividere il metodo “segregato” di gestire la pianificazione adottato dall’Amministrazione comunale. E’ evidente che non siamo stati posti nella condizione di poter conoscere e quindi esprimere un parere motivato e ragionato sul documento sottoposto oggi.

Per queste motivazioni, anche in segno di protesta politica verso questo metodo privo di partecipazione che questa Amministrazione sta adottando, abbandoniamo la seduta auspicando con questa nostra forte scelta, di favorire il riesame pubblico dello strategico piano di programmazione del nostro bellissimo territorio.

Preannunciamo fin d’ora che non rinunceremo al ruolo affidatoci con il mandato di consiglieri comunali ed intraprenderemo tutte le azioni atte a verificare la regolarità e la correttezza di questo progetto.

I consiglieri di Progetto Comune per Nago Torbole