Lo scorso 13 luglio un nuovo violento temporale a pochi giorni di distanza dal precedente ha causato ingenti danni a Nago-Torbole, soprattutto al pubblico patrimonio arboreo, che ha perso  molti alberi di grandissimo pregio. Anche nel caso di nove piantumazioni in sostituzione delle essenze perse ci vorranno decenni prima di rivedere lo splendore perso.

Questi eventi seguono una serie abbattimenti e danneggiamenti al verde pubblico di varia natura, talvolta pianificati, ma anche abbattimenti illeciti e danni di tipo vandalico. Ne ricordiamo qualcuno degli scorsi mesi, quali:

  • l’avvelenamento del cedro dell’Himalaya, pianta alta oltre 10 metri che adornava la splendida casamatta del Forte Alto di Nago,
  • il disboscamento non autorizzato dello scorso aprile, che hanno interessato la vegetazione di un’ampia fascia di terreno, gran parte di proprietà Comunale, a sud dell’edificio costituente l’ex Hotel Pineta del Lago,
  • lo sradicamento pianificato ad opera del Comune dell’oleando che adornava il bar alla Sega lo scorso aprile,
  • la potatura selvaggia (praticamente al piede) di alcuni olivi nella valletta Santa Lucia
  • per non dimenticare gli alberi del parco ex Pavese abbattuti per far spazio alle gru del Nuovo municipio e le magnolie del parco giochi.

Questi sono solamente gli ultimi di altri eventi che gli scorsi anni hanno portato ad una sensibile  riduzione del patrimonio arboreo Comunale, senza che si sia proceduto a nuove piantumazioni sostitutive.

La natura fortemente turistica, ma ancor più l’amore per il nostro paesaggio, richiederebbe, a rigor di logica, una panificazione attenta ed una gestione organizzata e strutturata di tutte quelle aree verdi pubbliche che son l’anima del paesaggio, ma aimè oggi non è così.

Non esiste alcun piano per la gestione del verde pubblico a Nago Torbole

Si corretto sembra incredibile ma è così. Ma cosa significa in parole povere? Vuol dire che tutti gli interventi sul verde pubblico avvengono in maniera non organica e disorganizzata. Se da un lato gli operai comunali si prodigano ampiamente per eseguire tutte le manutenzioni, dall’altro spesso tali interventi seguono segnalazioni sporadiche di cittadini, consiglieri o assessori comunali, oppure la sola proattività degli addetti incaricati.

Cosa significa avere un piano di gestione del verde pubblico?

Vuol dire innanzitutto avere un censimento delle essenze di pregio o anche solamente di valore estetico o paesaggistico, contenete i vari dati salienti dell’impianto quali ad esempio; localizzazione stato, interventi ordinari necessari (concimazioni, tagli, potature o semine) o interventi straordinari svolti.

Al censimento segue un piano organico di tutti gli interventi ordinari necessari, ma soprattutto anche una serie di direttive che indichino cosa fare nel caso di danneggiamenti o eradicazione. Ad oggi non sappiamo cosa succederà a seguito degli abbattimenti da maltempo dei giorni scorsi. Si procederà con una nuova piantumazione, ma di che tipo albero, in che tempi, con che modalità? Sarà della stessa specie di quello che si va a sostituire? In base a cosa viene scelta un nuovo tipo di pianta in sostituzione?

A tutte queste domande ad oggi non abbiamo risposta.

Nelle scorse settimane abbiamo depositato proprio su questo tema una mozione che ad oggi non è stata ancora discussa e che è, ahinoi, divenuta di stringente attualità dopo i nuovi accadimenti,

Speriamo che stavolta l’Amministrazione non rimanga cieca alle nostre proposte, facendo del voto un uso meramente politico aldilà di ogni logica di buon governo.

 Vorremmo dire “dire Speriamo bene…”, anche se siamo consci che senza visione, programmazione, progettazione ed azione ogni soluzione adottata sarà solamente una soluzione fine a se stessa e non inserita in un disegno generale di gestione oculata del nostro territorio.