Al consiglio comunale di questa settimana si è discusso del campo da golf in località Daine a Nago partendo da una mozione presentata da alcuni consiglieri di maggioranza stessa. Nella maggioranza non vi è una intenzione comune verso il progetto. Forti dubbi sull’opera sono stati espressi dal consigliere Dusatti, il quale ha sollevato numerossissime criticità che non sono ancora state affrontate in alcuno studio di fattibilità preliminare. Il sindaco ha espresso la volontà di decidere solamente a seguito di più opportune analisi e studi, un sostanziale passo in dietro rispetto a ciò che è stato dichiarato in passato. Il consigliere Dusatti ha inoltre espresso la sua volontà di dimettersi da capogruppo ed anche la propia delega allo sport.

Siamo compiaciuti che almeno una parte della magioranza abbia fatto un passo in dietro rispetto ad un’idea quantomeno controversa nelle sue fondamenta. La chiamiamo idea in quanto non è ancora definibile altrimenti, infatti non esiste ancora alcun progetto preliminare o studio di fattibilità.

All’ incontro pubblico  promosso da Garda Dolomiti  relativo al campo da golf, i dati esposti sono ampiamente insufficenti ad esprimere un parere positivo. Al contrario evidenziano molte criticità ben elencate nel dibattito di questo consiglio comunale, quali: consumo di acqua, impatto paesaggistico, inutilità sociale e impatto ambientale.

Aggiungiamo che, nell’incontro dei mesi scorsi promosso di Garda Dolomiti e Altogarda Golf Srl, furono presentati dei dati di previsione riguardo l’investimento finanziario necessario che non restituiscono alcuna sostenibilità economica, neppure teorica.

 Ricordiamo che un campo da golf non è una forma di servizio servizio pubblico, ma un progetto di sviluppo e quindi deve avere una piena autosufficienza finanziaria, che attualmente non appare dai pochi dati estratti dal business plan presentatoci.

Prima di prendere una decisone su un progetto dall’impatto così massiccio è indispensabile che il progetto di fattibilità economica ambientale e paesaggistica sia prima ultimato.

Tale studio di fattibilità deve essere poi condiviso con la cittadinaza la quale ha il diritto di esprimersi a riguardo, tramite gli strumenti previsti dal nostro regolamento comunale, quali il referendum.

Per tutti questi motivi al momento Progetto Comune si dichiara contrario ad un idea che per dar vantaggio a pochi creerà probabilmente un fardello per le generazioni future.